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Madre e figlia avvelenate con la ricina: dove hanno trovato le piante
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Madre e figlia avvelenate con la ricina: ecco dove hanno trovato le piante

pianta di ricino con frutti

Una possibile svolta nelle indagini per il caso di madre e figlia avvelenate con la ricina e morte a Pietracatella. Ecco tutti i dettagli.

Nuovi elementi finiscono al vaglio degli investigatori nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della quindicenne Sara Di Vita, ovvero madre e figlia avvelenate con la ricina lo scorso dicembre a Pietracatella, in Molise. Dopo la rivelazione del marito e padre, Gianni Di Vita, in merito ai tradimenti, ecco delle novità legate agli ultimi accertamenti.

una macchina della polizia con i lampeggianti accesi di notte
macchina della polizia – newsmondo.it

Madre e figlia avvelenate con la ricina: trove le piante

Al centro degli ultimi accertamenti del caso, ci sono finite alcune piante di ricino individuate nei pressi di una scuola di Casacalenda, località distante circa venti chilometri dal paese in cui vivevano le due vittime. Nell’istituto insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara.

Le verifiche sarebbero scattate dopo alcune segnalazioni arrivate alla polizia, che hanno spinto gli investigatori a controllare la presenza della vegetazione nella zona. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, gli agenti avrebbero fotografato alcune piante a circa cento metri dalla scuola. Repubblica riferisce inoltre che gli uomini della Squadra Mobile di Campobasso avrebbero raccolto campioni di vegetazione nei pressi dell’edificio.

I controlli si inseriscono nel quadro degli approfondimenti già avviati in diversi istituti scolastici. Nei giorni scorsi, verifiche analoghe avrebbero interessato anche Riccia, dove gli agenti avevano esaminato i sistemi informatici di altre due scuole frequentate professionalmente da persone vicine alla famiglia Di Vita.

Le perquisizioni e il furto dei computer

Proprio a Casacalenda, venerdì scorso, si è conclusa la serie di quattro perquisizioni informatiche disposte dalla Procura di Larino. L’obiettivo è individuare eventuali tracce di ricerche online sulla ricina. Nella scuola, oltre ai controlli sui sistemi informatici, gli investigatori hanno acquisito una copia dei dati contenuti in un singolo computer portatile.

Un altro episodio viene esaminato nell’ambito dell’inchiesta: il furto di alcuni computer avvenuto nello stesso istituto tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. La ricina, lo ricordiamo, è una sostanza altamente tossica presente nei semi della pianta di ricino. Al momento, tuttavia, non è stato accertato alcun collegamento tra le piante individuate, il furto dei computer e il duplice avvelenamento. Gli investigatori proseguono gli accertamenti per ricostruire la provenienza del veleno e individuare chi possa averlo utilizzato.

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ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2026 13:02

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